Gli auguri del vescovo: «Una Pasqua che generi pace nel segno di Cristo risorto

«Costruire un mondo realmente pacificato, conservato vivibile dalla pace vera». In occasione della resurrezione del Signore il vescovo di Mondovì, mons. Egidio Miragoli, nel suo messaggio di auguri riflette su un tema più che mai attuale.

Pasqua: il messaggio del vescovo

Nella scena della nascita di Cristo, secondo il Vangelo di Luca, gli angeli lodano Dio dicendo: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli / e pace in terra agli uomini amati dal Signore”.

Il Vangelo di Giovanni racconta che Gesù, la sera del giorno della Resurrezione, comparendo ai suoi discepoli, rivolge loro, anzitutto, il saluto: “Pace a voi”.

Non si può non notare come la parola “pace” risuoni nei due momenti fondamentali per la nostra fede: quando Gesù entra nel mondo e quando risorge dalla morte.

Evidentemente, per il Dio che si incarna come per il Dio che risuscita, il bene primario di cui l’umanità dovrebbe disporre è la pace. Perché il suo contrario, cioè la guerra, il conflitto, la divisione e la violenza, porta con sé uno stravolgimento della vita, una condizione di pericolo costante che inevitabilmente ci impedisce di pensare ad altro che non siano le strategie per metterci in salvo. Perciò, il Dio della vita, il Dio che muore e risorge perché noi abbiamo la vita e l’abbiamo in abbondanza, auspica anzitutto “pace” ai nostri giorni e alle nostre vite.

Inutile ricordare che da qualche mese il mondo intero sembra non poter evitare che proliferino i focolai di guerra, le morti, i massacri, le ingiustizie. Ma, a fronte di tutto ciò, noi quale pace dovremmo perseguire? ”Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi” (Gv 14,27) dice Gesù. La pace cristiana, la pace che possiamo accogliere e testimoniare non coincide solo con l’assenza di guerre, con la pace che può dare il mondo. La pace che ci dona il Signore Gesù consiste nel sentirci talmente amati da poter affrontare la vita anche quando si presenta in tutta la sua complessità e drammaticità. “Lui è la nostra pace”, ha scritto San Paolo, e nessun irenismo più o meno improvvisato può sostituire la pace autentica che realizziamo quando seguiamo integralmente e con pienezza di cuore la Sua Parola.

Sia questo l’augurio e il proposito per la nostra Pasqua: conformarci a Cristo nelle nostre vite personali, per costruire un mondo realmente pacificato, conservato vivibile dalla pace veraBuona Pasqua. La pace del Signore Gesù morto e risorto, sia con tutti voi.

Mons. Egidio Miragoli