Precisazione della diocesi di Mondovì, sul Seminario Interdiocesano
I punti su cui occorre una precisazione, rispetto a quanto riferito dai settimanali diocesani cuneese e fossanese. Il comunicato del vescovo Egidio Miragoli
Nella prima metà di luglio in una assemblea di presbiteri e diaconi della diocesi di Cuneo e Fossano è avvenuta una comunicazione del vescovo di Cuneo-Fossano (poi inviata in una lettera a tutti i sacerdoti) sul tema del futuro del Seminario Interdiocesano, con sede a Fossano, di cui si è decretata la chiusura, come ampiamente illustrato dai settimanali diocesani “La Guida” di Cuneo e “La Fedeltà” di Fossano che hanno relazionato di quell’incontro. A tal proposito abbiamo sentito per chiarezza la Diocesi di Mondovì per capire meglio, anche a proposito di alcuni passaggi per nulla secondari. La spiegazione della Diocesi di Mondovì è contenuta nel testo appena sotto, che è stato poi inviato (sotto forma di comunicato) ai due settimanali diocesani di Cuneo e Fossano.
«I settimanali La Guida (17 luglio p. 2) e La Fedeltà (del 16 luglio p. 1 e 37), in un articolo sulla chiusura del Seminario Interdiocesano che rispettivamente intitolano “Chiude il Seminario Interdiocesano”, e “Il Seminario chiude” affermano quanto segue – il comunicato della Diocesi monregalese –: “La decisione di inviare i nostri seminaristi a Torino è stata presa il 13 giugno 2025, con posizioni diverse. Il vescovo di Mondovì non si è espresso perché ora non ha seminaristi, nemmeno nella propedeutica”».
«Verificata la fonte, ovvero la comunicazione resa al clero di Cuneo-Fossano – il chiarimento della Chiesa di Mondovì –, si intende precisare che, in ciò che attiene alla posizione assunta dal vescovo di Mondovì, tale ricostruzione non corrisponde completamente al vero poiché riguarda soltanto l’invio dei seminaristi a Torino».
«La scelta di chiudere il Seminario Interdiocesano, oggetto dell’incontro, è stata compiuta dai vescovi presenti con il parere contrario ed esplicito del vescovo di Mondovì – la conclusione –, coerentemente con le sue costanti prese di posizione degli ultimi cinque anni, motivate sia nelle riunioni dei vescovi delle diocesi interessate (e condivise puntualmente con il Consiglio presbiterale della diocesi di Mondovì), sia nell’ultima sessione della Conferenza Episcopale Piemontese».
Le tappe del Seminario Interdiocesano
*L’esperienza del Seminario interdiocesano, con sede in Fossano, è iniziata nell’ottobre 2002 per volontà dei vescovi della provincia di Cuneo. Essa consolidava ulteriormente la collaborazione tra le cinque diocesi già avviata nel 1972 con l’istituzione dello Studio Teologico Interdiocesano (STI) e poi con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose.
*La crisi delle vocazioni che da diversi anni riguarda complessivamente la Chiesa italiana ha portato le diocesi a confrontarsi sul futuro dei singoli Seminari. La soluzione prevalente è stata ed è quella di unificare la formazione teologica, mantenendo in vita la comunità del Seminario nelle singole diocesi. Il Seminario “in loco”, infatti, presenta molteplici vantaggi e opportunità sul piano pastorale.
*Per quanto attiene il Seminario Interdiocesano di Fossano, in questi ultimi anni si è voluta richiedere la personalità giuridica agli effetti civili del Seminario stesso (decretata dal Ministero dell’Interno il 16 febbraio 2021, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale in data 18 giugno 2021). Nel frattempo si è chiesta alla Santa Sede l’approvazione del Nuovo Statuto del Seminario Interdiocesano, concessa il 20 febbraio 2020.
*Il 27 settembre 2023 sono stati celebrati i 20 anni del Seminario Interdiocesano.
*Nell’autunno 2024 si è deciso di chiudere lo Studio Teologico Interdiocesano di Fossano, e i seminaristi hanno iniziato a frequentare i corsi alla Facoltà teologica di Torino, continuando a vivere nella comunità del Seminario a Fossano.
*In data 13 giugno 2024 è stata decisa la chiusura del Seminario Interdiocesano.
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LE COMUNITÀ CHIAMATE A FARSI CARICO DEL FUTURO DELLE VOCAZIONI AL
MINISTERO ORDINATO
Il nodo è cruciale in tante realtà dell’Occidente secolarizzato. Si è in presenza di una crisi che perdura e si fa sempre più acuta. Affidarsi allo Spirito, nella preghiera e nella condivisione, dando una coraggiosa prospettiva vocazionale alla pastorale è fondamentale. Puntando a contare su una testimonianza evangelica da calare nella complessità dell’oggi. Anche per adottare scelte adeguate quando si è chiamati a decidere del presente e del futuro immediato, facendo tesoro della storia recente, guardando avanti ma con buoni ancoraggi. Le decisioni su questi terreni del cammino ecclesiale non possono essere troppo contingenti, come se tutto fosse già prevedibile e determinato.