La preoccupazione per le vocazioni al sacerdozio nell’ora presente nelle parole del vescovo al Consiglio presbiterale
ese impegnativo per tutti. Grazie quindi anche per non aver disatteso questo appuntamento – così il vescovo ha introdotto i lavori del Consiglio presbiterale giovedì scorso –. Accanto ai consueti impegni parrocchiali, in questi mesi sono programmate le celebrazioni delle cresime e delle prime comunioni; e poi abbiamo la preghiera del mese di maggio. È anche tempo di benedizione delle famiglie, un adempimento faticoso ma (chi lo vive lo sa) estremamente significativo ai fini della conoscenza delle persone, dei loro problemi e quindi della realtà parrocchiale. Se vogliamo, è il modo più tradizionale ed efficace per vivere concretamente quell’essere “chiesa in uscita” su cui ha insistito papa Francesco. Qualcuno riesce a proporre e a vivere questa attenzione pastorale in maniera sistematica, ogni anno; qualcuno ne lamenta l’impossibilità, qualcuno ha trovato soluzioni intermedie, come la benedizione delle famiglie in alcuni raggruppamenti serali o la visita distribuita in due-tre anni. Ognuno adotti la formula più adatta e possibile, ma non lasciamo cadere questa tradizione. Da parte mia, nei prossimi giorni, conclusa la visita pastorale alla Zona Valli Pesio e Ellero, presenterò la visita alla zona di Mondovì, in vista del nuovo anno pastorale. A tutti ricordo l’appuntamento di giovedì prossimo 14 maggio, con il ritiro e la giornata di fraternità, e per i sacerdoti di Mondovì, l’appuntamento della processione a Vicoforte nel giorno dell’Ascensione».
«Contrariamente al solito, lascio sul finale alcune comunicazioni e adempimenti ed entriamo da subito nel tema che è stato scelto per questa sessione: “Vocazione e pastorale: visioni ed esperienze” – ha proseguito il vescovo –. In altri termini: il tema della pastorale vocazionale con particolare riferimento alle vocazioni sacerdotali. L’intento è di avviare, con questa mattinata, una riflessione che possa poi essere declinata nel corso di tutto il prossimo anno pastorale e non solo. Ritengo questo tema un’urgenza. Voglio credere che costituisca una preoccupazione non solo per me ma anche per tutti noi. Per introdurci al tema, abbiamo chiesto aiuto a don Aldo Martin, sacerdote della diocesi di Vicenza, biblista di formazione, da diversi anni ormai rettore del Seminario di Vicenza (dal 2020) e dal settembre 2025 rettore del Seminario “condiviso” di Vicenza, Padova, Chioggia e Rovigo di recente costituzione. Lo salutiamo e lo ringraziamo di cuore per questo servizio. Il tema è complesso e annoso. Mi limito a due citazioni, datate, ma che appunto ci dicono da quanto tempo la questione sia sul tappeto, e indirettamente ci interrogano su quanto sia o non sia stato fatto per affrontare il problema. “Sappiamo quanto oggi sia difficile questo annuncio e quanto sia facile la tentazione dello scoraggiamento quando la fatica sembra inutile”. “La pastorale vocazionale costituisce il ministero più difficile e più delicato” (Documento finale del congresso sulle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata in Europa, Roma 1997)».
«Seconda citazione: “Il problema delle vocazioni sacerdotali – e anche di quelle religiose sia maschili sia femminili – è, e lo dirò apertamente, il problema fondamentale della Chiesa. È una verifica della sua vitalità spirituale ed è la condizione stessa di tale vitalità. È la condizione della sua missione e del suo sviluppo. Ciò si riferisce tanto alla Chiesa nella sua dimensione universale, quanto anche ad ogni Chiesa locale, alla diocesi e analogicamente alle Congregazioni religiose. Bisogna quindi considerare questo problema in ciascuna di queste dimensioni, se la nostra attività nel settore del risveglio delle vocazioni vuol essere appropriata ed efficace».
«Le vocazioni sono la verifica della vitalità della Chiesa. La vita genera vita. Non a caso il Decreto sulla formazione sacerdotale, trattando del dovere di “dare incremento alle vocazioni”, sottolinea che la comunità cristiana “è tenuta ad assolvere questo compito anzitutto con una vita perfettamente cristiana” (Optatam Totius, 2) – ha aggiungo il vescovo –. Come un terreno dimostra la ricchezza dei propri umori vitali con la freschezza e il rigoglio della messe che in esso si sviluppa (il riferimento alla parabola evangelica del seminatore è qui spontaneo, Mt 13,3-23), così una comunità ecclesiale dà prova del suo vigore e della sua maturità con la fioritura delle vocazioni, che riesce in essa ad affermarsi. Le vocazioni sono anche la condizione della vitalità della Chiesa. Non c’è dubbio che questa dipende dall’insieme dei membri di ogni comunità, dall’“apostolato comune”, in particolare dall’“apostolato dei laici”. Tuttavia è altrettanto certo che per lo sviluppo di quest’apostolato si rivela indispensabile proprio il ministero sacerdotale. Ciò, del resto, lo sanno molto bene gli stessi laici. L’autentico apostolato dei laici si basa sul ministero sacerdotale – e, a sua volta, manifesta la propria autenticità riuscendo, tra l’altro, a far sbocciare nel proprio ambito nuove vocazioni” (Giovanni Paolo II, Omelia 10 maggio 1981). Maggio 1981: il problema delle vocazioni sacerdotali – e anche di quelle religiose sia maschili sia femminili – “è, e lo dirò apertamente, il problema fondamentale della Chiesa”. Così Giovanni Paolo II. Sono passati 45 anni da quando queste parole sono state pronunciate, e mantengono la loro attualità. Valgono per la Chiesa universale e valgono per la nostra Chiesa particolare. Come dicevo, oggi iniziamo una riflessione, per poter con sufficiente anticipo pensare ad iniziative appropriate per il nuovo anno pastorale e per il cammino che ci sta davanti».
COMUNICAZIONI E ADEMPIMENTI
NUOVO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELL’ISTITUTO DIOCESANO SOSTENTAMENTO CLERO
È stato costituito il nuovo Consiglio dell’IDSC. Presidente sarà don Franco Bernelli, vice presidente don Sergio Mandrile; presidente del Collegio dei revisori il dott. Giuseppe Bertola.
FUSIONE PARROCCHIE
«Usufruendo delle norme CEI già abbiamo proceduto a inoltrare la pratica a Prefettura e Ministero degli Interni relativa alle parrocchie di Magliano. A giorni inoltriamo la richiesta e il Decreto di Garessio – ha ricordato il vescovo –. Colgo l’occasione per ricordare che finché non arriverà la notifica del Ministero degli Interni pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, notificata con Decreto alle parrocchie, lo status giuridico delle parrocchie richiedenti resta immutato. E quindi attenzione a non fare illeciti. La domanda non autorizza a introdurre modifiche (carta intestata, registri e amministrazione)».
RICHIESTA FUSIONE PARROCCHIE DEL COMUNE DI CEVA
«Nel frattempo il parroco di Ceva, don Franco Bernelli, sentiti il Consiglio Pastorale e il Consiglio per gli Affari Economici ravvisa l’opportunità pastorale che le tre parrocchie nel Comune di Ceva (Maria Vergine Assunta, San Siro, e Santi Spirito e Antonio) possano usufruire della possibilità di una unificazione per incorporazione sotto il titolo di Maria Vergine Assunta». Il Consiglio all’unanimità esprime parere favorevole.
DOCUMENTO CEP MATRIMONIO E LUOGHI PER LA CELEBRAZIONE (SANTUARI E CAPPELLE)
«Nei mesi scorsi la Conferenza Episcopale Piemontese ha messo mano alla nota pastorale del 1997 intitolata “La celebrazione dei sacramenti. Orientamenti e norme”, e in particolare, nella parte terza, alle norme sul sacramento del matrimonio, aggiornando la parte normativa. Nella sessione di marzo della CEP il nuovo testo, denominato “Orientamenti e norme in ordine alla preparazione e celebrazione del sacramento del matrimonio”, è stato approvato ed entrerà in vigore per tutte le diocesi del Piemonte-Valle d’Aosta a partire dal 2 agosto, festa di sant’Eusebio patrono della Regione ecclesiastica». «In attuazione del n. 23 (“Ogni vescovo diocesano determini quali siano i santuari e le chiese non parrocchiali nei quali si possono celebrare matrimoni”) allegheremo al documento l’elenco definitivo dei luoghi (santuari e cappelle) segnalate nelle precedenti sessioni del Consiglio presbiterale».